Associazione Moè

Il lavoro di silviOmbre si intreccia con quello di Claudia Signoretti, facilitatrice ed esperta di teatro dell’oppresso, e Rosa Martino, arterapeuta, psicoterapeuta e attrice.

Fondata nel 2022, l’Associazione Moè crea performance, laboratori e percorsi formativi in cui si intrecciano ombre, teatro dell’oppresso e arti-terapie

Teatro st’Abile

Un progetto che nasce dall’ amicizia con persone che hanno diverse caratteristiche fisiche o psichiche. una diversità che diventa ricchezza di possibilità, di punti di vista, nella vita e a teatro.

Ci siamo detti: “E se raccontassimo la nostra relazione con le ombre?”
E si spalancano le porte alla Meraviglia.

Teatro St’Abile

Un progetto che nasce dall’ amicizia con persone che hanno diverse caratteristiche fisiche o psichiche. una diversità che diventa ricchezza di possibilità, di punti di vista, nella vita e a teatero 

  • Pierdomenico – instancabile curiosi e poeta della vita. Per la sua tetraplegia, dotato di una carrozzina che con le ombre diventa un “magico oggetto trasformista” 
  • Angel – donna forte, più forte dei limiti che il suo corpo le impone. riesce ad aprire strade dove tutti vedono muri e lo racconta con i suoi monologhi e le sue scene d’ombra
  • Michael – compagno di Angel, “poeta del movimento”, che incarna la poesia nel suo senso originario: poiesis = fare. infatti è attore, performer, tecnico audio/luci, ecc.

Ci siamo detti: “E se raccontassimo la nostra relazione con le ombre?”
E si spalancano le porte alla Meraviglia.

Una persona normodotata tende a tracciare la via più breve — spesso banale e prevedibile — per andare dal punto A al punto B.

Ma se il corpo o la mente funzionano in modo diverso da quello convenzionale,si potrà tracciare una linea molto più creativa, curiosa, articolata, colorata. Di certo non una linea retta.

Infatti chi è normodotato rischia spesso di soffrire della sindrome della “Normopatìa”.

Così, di tanto in tanto, ci incontriamo per sessioni di prove informali o cerchiamo residenze artistiche in cui creare piccole e grandi performance e spettacoli.

Oltre ai laboratori richiesti in giro, capita spesso che ci vediamo “per conto nostro”, per continuare la ricerca.

Le nostre prove si trasformano sempre in uno spettacolo finale, e riusciamo sempre a trovare — o inventare — un contesto teatrale in cui presentarlo.

Il gruppo è aperto a chiunque desideri partecipare: di tanto in tanto si uniscono anche persone del territorio che vogliono condividere un pezzo di viaggio, di prove e di scena con noi.

Questo progetto è nato da poco e cammina con la stessa preziosa lentezza con cui camminerebbe una persona diversabile: piccoli passi alla volta, che permettono di vedere tanto e di apprezzare ogni singolo elemento del percorso.

Il nostro lavoro, in realtà, è molto semplice: sono così tante le ombre da raccontare che, in due minuti, nascono tre scene.

Riflettiamo insieme sul concetto di limite come ponte che crea relazioni, e su come proprio i limiti ci permettano di immaginare e di sognare. Raccontiamo anche le difficoltà del vivere quotidiano, il diritto a esistere, e quelle situazioni così paradossali da diventare comiche: come un ufficio per l’integrazione posto al primo piano… senza scale.

Seguiamo percorsi di formazione con la compagnia inglese StopGap.

Siamo stati ospiti di diversi teatri della Puglia e abbiamo una casa che ci ha adottato: La Luna Nel Pozzo di Ostuni, dove dal 2024 realizziamo residenze e spettacoli durante il festival estivo.

Abbiamo creato lo spettacolo “Fratello Sole, Sorella Ombra”.

E siamo in attesa dei prossimi passi…

Stay tuned.