Teatro St’Abile
Un progetto che nasce dall’ amicizia con persone che hanno diverse caratteristiche fisiche o psichiche. una diversità che diventa ricchezza di possibilità, di punti di vista, nella vita e a teatero
- Pierdomenico – instancabile curiosi e poeta della vita. Per la sua tetraplegia, dotato di una carrozzina che con le ombre diventa un “magico oggetto trasformista”
- Angel – donna forte, più forte dei limiti che il suo corpo le impone. riesce ad aprire strade dove tutti vedono muri e lo racconta con i suoi monologhi e le sue scene d’ombra
- Michael – compagno di Angel, “poeta del movimento”, che incarna la poesia nel suo senso originario: poiesis = fare. infatti è attore, performer, tecnico audio/luci, ecc.
Ci siamo detti: “E se raccontassimo la nostra relazione con le ombre?”
E si spalancano le porte alla Meraviglia.
Una persona normodotata tende a tracciare la via più breve — spesso banale e prevedibile — per andare dal punto A al punto B.
Ma se il corpo o la mente funzionano in modo diverso da quello convenzionale,si potrà tracciare una linea molto più creativa, curiosa, articolata, colorata. Di certo non una linea retta.
Infatti chi è normodotato rischia spesso di soffrire della sindrome della “Normopatìa”.
Così, di tanto in tanto, ci incontriamo per sessioni di prove informali o cerchiamo residenze artistiche in cui creare piccole e grandi performance e spettacoli.
Oltre ai laboratori richiesti in giro, capita spesso che ci vediamo “per conto nostro”, per continuare la ricerca.
Le nostre prove si trasformano sempre in uno spettacolo finale, e riusciamo sempre a trovare — o inventare — un contesto teatrale in cui presentarlo.
Il gruppo è aperto a chiunque desideri partecipare: di tanto in tanto si uniscono anche persone del territorio che vogliono condividere un pezzo di viaggio, di prove e di scena con noi.
Questo progetto è nato da poco e cammina con la stessa preziosa lentezza con cui camminerebbe una persona diversabile: piccoli passi alla volta, che permettono di vedere tanto e di apprezzare ogni singolo elemento del percorso.
Il nostro lavoro, in realtà, è molto semplice: sono così tante le ombre da raccontare che, in due minuti, nascono tre scene.
Riflettiamo insieme sul concetto di limite come ponte che crea relazioni, e su come proprio i limiti ci permettano di immaginare e di sognare. Raccontiamo anche le difficoltà del vivere quotidiano, il diritto a esistere, e quelle situazioni così paradossali da diventare comiche: come un ufficio per l’integrazione posto al primo piano… senza scale.
Seguiamo percorsi di formazione con la compagnia inglese StopGap.
Siamo stati ospiti di diversi teatri della Puglia e abbiamo una casa che ci ha adottato: La Luna Nel Pozzo di Ostuni, dove dal 2024 realizziamo residenze e spettacoli durante il festival estivo.
Abbiamo creato lo spettacolo “Fratello Sole, Sorella Ombra”.
E siamo in attesa dei prossimi passi…
Stay tuned.