Io e la mia ombra
io, silvio gioia
Teatrante, attore, animatore sociale
Sono teatrante, animatore sociale e regista di teatro d’ombre. La mia ricerca artistica ruota attorno al teatro d’ombre come linguaggio poetico, relazionale e civile. La mia strada nasce da incontri decisivi: con gli anziani narratori della memoria, che mi hanno trasmesso il gusto per le storie; con il regista Carlo Formigoni, che mi ha formato come attore; e con Etta Ragusa, che mi ha orientato verso una pratica artistica ispirata alla non-violenza.
Dal 2005 sviluppo un linguaggio personale basato su una “semplicità analogica”: ho iniziato con le ombre delle mani, poi ho coinvolto l’intero corpo e costruito scenografie essenziali, scoprendo la potenza poetica degli oggetti quotidiani — bicchieri, stoviglie, utensili — che oggi trasformo in universi visivi.
La mia poetica si fonda sul togliere più che sull’aggiungere: credo che ogni oggetto possa diventare mondo e che ogni ombra umana possa incarnare molti personaggi, mettendo al centro le emozioni. I miei spettacoli prendono vita non solo nei teatri, ma ovunque si possa proiettare un’ombra: in musei, biblioteche, piazze e festival, dagli Uffizi al Palazzo delle Esposizioni, fino a eventi come Matera Capitale della Cultura 2019 e il Cervino CineMountain Festival 2024.
Parallelamente conduco laboratori con bambini, adulti e persone in situazioni di fragilità, collaborando con amministrazioni locali ed enti del terzo settore. Dal 2023 lavoro nel reparto di Oncoematologia infantile del Bambino Gesù di Roma, trasformando oggetti e spazi di cura in teatro d’ombre; dal 2020 porto avanti un percorso di teatro “arricchente” (ciò che a volte si definisce “inclusivo”) con persone con diverse abilità, che ho pensato di chiamate “Teatro St’Abile” dove la scena nasce dalle differenze di ciascuno.
Il mio lavoro dialoga con filosofia, psicologia, pedagogia, musica e Teatro dell’Oppresso, anche attraverso progetti Erasmus+ internazionali. Il mio ultimo spettacolo, La favola di Peter (2024), è in tournée internazionale e ha ricevuto importanti riconoscimenti critici. Dal 2023 sono socio di UNIMA. Nel 2026 ho vinto il Premio “Otello Sarzi” per il Miglior Spettacolo di Teatro di Figura.
La mia attività comprende spettacoli di teatro attoriale e d’ombre, videoclip e progetti sociali dedicati a migrazione, salute mentale, Alzheimer, autismo e minori a rischio. Nel corso degli anni ho ricevuto diversi premi nazionali e menzioni speciali per il valore artistico e civile del mio lavoro.
la mia ombra
Il suo percorso artistico inizia grazie a un semplicissimo fattore naturale: lo spuntare del sole.
Ha ottime capacità di allungamento, deformazione e trasformazione. Non parla ma dice tante cose…
Custodisce il carattere dei genitori di Silvio: un papà che creava meraviglie con oggetti comuni e che di cognome fa “Gioia”, una mamma che risolve sempre tutto con una battuta ironica e che dice molte frasi poetiche, tipo: “Vai, fai teatro perché il teatro allontana i medici!”.
La mia ombra ama:
- Scivolare sui marciapiedi;
- Incontrare altre ombre;
- Attendere l’alba per apparire sulla spiaggia portandomi a fare un tuffo al mare.
Principali esperienze:
- A 22 anni mi tirava le orecchie per andare assieme a giocare mentre lavoravo come ragioniere in un ufficio;
- A 30 anni mi appariva nei sogni, quando lavorava come mediatore interculturale, dicendo “Ti prego, proviamo a fare teatro a tempo pieno, così a 50 anni non avremo il rimorso di non averci provato!”;
- Attualmente custodisce le mie ferite e i miei desideri trasformandoli in luci, colori, pensieri d’ombra.
Formazione: si aggiorna quotidianamente nei seguenti modi
- Alta formazione alla meraviglia, giocando con bambini di tutto il mondo;
- Si lascia sorprendere da ombre di alberi, centrini della nonna, scolapasta e cerca di riprodurle.
- Recupera oggetti destinati alla discarica, alla ricerca dell’ombra meravigliosa in essi nascosta.
È venuta alla luce nel mio stesso giorno, nel solstizio d’autunno del 1981, e ha promesso di starmi accanto “finché morte non ci separi”. O no?
Quando morirò, dove andrà la mia ombra?